Cimitero Monumentale di Alessandria
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Giuseppe Borsalino

1834–1900

GIUSEPPE BORSALINO

Giuseppe Borsalino nacque a Pecetto nel 1834. Tutte le note biografiche sulla sua infanzia raccontano di un carattere ribelle, vivace e irrequieto, poco avvezzo agli studi ma straordinariamente intelligente.

Secondo le fonti prevalenti, a soli 12 anni, fece già fagotto per cercare lavoro ad Alessandria.

Imparò i primi rudimenti del mestiere nel cappellificio di Sebastiano Camagna. Quindi, nel 1851, dopo una breve sosta a Sestri Ponente, si trasferì in Francia, paese che era all’avanguardia in questo settore e nella diffusione della moda.

Lavorò a Marsiglia, Aix - en - Provence, Bordeaux e infine a Parigi, presso la rinomata casa Berteil dove ebbe la consacrazione di provetto artigiano cappellaio.

Ritornato ad Alessandria, impiantò una prima follatura con il fratello Lazzaro in via Schiavina nel 1857. Quindi trasferì la fabbrica in via Vescovado e successivamente in via Tripoli, arrivando nel 1871 a occupare 130 dipendenti con una produzione giornaliera di 300 cappelli.

Nel 1874 aprì a Genova un impianto per la produzione di cilindri e nel 1880 creò una filiale a Verona per copricapi comuni. Infine nel 1888 concentrò tutta la produzione in corso Cento Cannoni, dove, con le più avanzate tecnologie, lavoravano oltre 300 operai e si raggiungeva una produzione giornaliera di 550 cappelli.

L’interesse di Giuseppe Borsalino per le innovazioni consentite dalla tecnica era leggendario. (Secondo le cronache, la sua passione per il rinnovamento era così accentuata che quando giunsero le prime macchine da cucire andò espressamente alla dogana torinese per vederle e per imparare lui stesso il modo di usarle) scrive Guido Barberis nel saggio ‘Alla conquista del mondo’ (‘Rassegna Economica’ n.1 del 1982).

Un’altra caratteristica di Borsalino era la passione per i viaggi, un aspetto questo che gli era di non poco aiuto nel mantenersi aggiornato sulle novità della tecnica.

La conquista del mercato australiano ebbe veramente un carattere epico. Giuseppe Borsalino, grande amante della montagna, partì nel 1894 verso la Nuova Zelanda per scalare il monte Cook (3746 metri) con la celebre guida Mattia Zurbgiggen , che aveva già accompagnato Fitzgerald nelle sue ascensioni in Tibet.

La scalata non poté essere portata a termine ma in compenso sul piano commerciale il viaggio ebbe notevoli ripercussioni.

Gusto dell’avventura e istinto per gli affari non erano infatti mai disgiunti in un capitano d’industria come lui. Non solo portò con sé un ricco campionario di cappelli con il quale conquistò un mercato tutt’altro che secondario, ma tornò a casa con il prezioso pelo dei conigli australiani, che gli avrebbe permesso di produrre i feltri più belli del mondo.

Sul finire del secolo la crescita delle esportazioni determinò definitivamente l’ascesa dell’azienda. Specializzatasi nella produzione di cappelli fini di qualità, arrivò in questo periodo a dare occupazione a oltre un migliaio di addetti.

Dai 200 mila cappelli prodotti nel 1890 si era passati ai 400 mila del 1895 e ai 750 mila (per 2/3 esportati) del 1990.

Il grande imprenditore seppe coltivare anche ideali umanitari e democratici come dimostrano la creazione della cassa pensioni, della cassa infortuni, della cassa malattie aziendali e l’inaugurazione nel 1899 dell’Educatorio per i figli dei dipendenti.

BORSALINO: Storia in Breve

La Borsalino, esempio di “one company town”, nell’arco di tre generazioni ha prodotto e diffuso in tutto il mondo un cappello “che stava sulla testa di tutti”.

Attori, gangster, vescovi, in un epoca in cui il cappello era una necessità, un segno di distinzione, di identità.

Sono tre i protagonisti della fabbrica Borsalino: Giuseppe Borsalino il fondatore, Teresio Borsalino, Teresio (Nino) Usuelli.

Una storia che ha toccato l’arco di 120 anni. 120 anni di storia del cappello (1857-1983).

Oggi la fabbrica continua ad esistere ma non è più legata alla famiglia Borsalino

Opere

Ritratto di Giuseppe Borsalino

Dettagli

Ubicazione