Osvaldo Poggio
Osvaldo Poggio nasce a Spinetta Marengo nel 1931 e muore ad Alessandria nel 1995. Era precisamente pittore e scultore al tempo stesso. Tante furono le sue opere e, in Arma, si possono ancora vedere. La scultura nel palazzo Santa Chiara, il Monumento ai caduti della resistenza, proprio di fronte alla Villa che ha ospitato il suo ricordo, alcuni quadri con tecnica mista su masonite o su cartone pressato ma, forse, la sua opera più bella, è la galleria del palazzo Florida. Proprio nel centro del paese. Collega Via della Cornice a Via Nino Pesce e, guardandola attentamente, si capisce subito che si tratta di un’opera particolare. Il suo pavimento è a mosaico, tanti piccoli quadratini colorati, la percorrono per tutta la sua lunghezza ma la meraviglia, stà al di sopra delle nostre teste. Peccato che tanta gente in realtà, passa qui sotto senza alzare lo sguardo e peccato che tanti, lo considerano solo l’intervento di un muratore o di un imbianchino (senza nulla togliere a questi due professionisti), ma non credono o mai più immaginano, che in realtà, è la creazione di un artista che ad Arma ha regalato tanto. La pittura che ha utilizzato per il soffitto di questo tunnel, è prevalentemente astratta ma, ad un certo punto, quasi verso il centro, questa pittura prende vita. Ebbene, vedete questo treno a vapore? Nero e che par venir verso di voi? Verso di voi viene realmente. Si! Se lo si inizia a guardare da destra ad esempio, andando verso a sinistra, sempre con il naso all’insù, vi accorgerete che anche lui si sposterà verso sinistra con voi!
E poi la coppia. Quasi un’ossessione per Poggio. La coppia che si tiene per mano e sembra andare verso un enorme sole. Per Poggio, l’essere umano, doveva essere sempre presente nelle sue opere. Era il soggetto che mai poteva mancare. E altre pitture invece, sono in rilievo. Probabilmente, in alcuni di questi disegni, Osvaldo ha usato dello stucco. E da quanti anni sono lì questi dipinti, eppure ci sono ancora. In certi punti si sfogliano, in altri, hanno come delle rughe. L’umidità, il vento, lo smog, ma loro resistono e spiccano ancora su questo soffitto. E questo tunnel non è piccolissimo . Sotto ci sono ben tre portoni che conducono all’interno dei palazzi. Di certo l’artista, non può averci messo solo poco tempo a dipingerlo tutto! Ma alla fine, ha ultimato quello che ancora oggi è uno dei tanti simboli di questo paese. E ripeto, in pochi, lo riconoscono. Come scrive Fulvio Cervini “…per fare una città non bastano terreno, volumi e denaro. Ma ci vuole innanzi tutto cultura. Senza la quale non può darsi città alcuna. C’è stata una lunga stagione, nella storia di Arma nel XX secolo, in cui tutto questo non è solo sembrato, ma è stato possibile. E in cui una certa Arma non ha solo messo a frutto la cultura. L’ha prodotta, e per il Paese intero e oltre. Forse è tempo che l’altra Arma se ne accorga, e impari a far tesoro di quell’alta lezione”. Osvaldo, una pittura fatta da chi pensa da scultore ed è, a tutti gli effetti, un poeta della materia.
Note
Monumento funebre a Morando composto da 9 pilastrini di marmo in ordine crescente in altezza per significare la lunga vita e la salita artistica intrapresa dal pittore.
Opere
Dettagli
- Ubicazione