Lamberto Goria
Un nome, una via: Lo scultore Goria e l’epoca del Liberty
ARTISTI di formazione e di vocazione diversa, non piu’ ligi al convenzionale, si venivano proponendo anche ad Asti tra ’800 e’ 900: il fascino del neogotico-medievale non lasciava indifferenti architetti come Camagni, autore della palazzina Medici in piazza Roma, espressione del neogotico anglosassone.
Qualche anno prima, nel 1884, frutto dell’indagine filologica di Arborio Mella, era stato costruito il borgo medievale del Valentino a Torino.
Ad Asti palazzi coevi (casa Taricco, casa Ballario, casa Mussa Ivaldi, casa Gastaldi) classicheggianti all’esterno, nascondevano all’interno particolari presi in prestito dal floreale, ispirati all’estetica liberty.
Denunciavano apertamente la lezione del liberty, villa Vietti di corso Dante progettata da Carlo Benzi e ornata dai ferri battuti di Stefano Fava, l’esterno ligneo della farmacia Pogliani e casa Carlo Arri di via Guttuari.
Neogotici, eclettici, liberty dominavano sulla scena architettonica della citta’, ma nella scultura erano preminenti i bistolfiani.
Leonardo Bistolfi, casalese (1859-1933), era idealista e simbolista, animato da un alto potenziale poetico.
Bistolfiano fu Lamberto Goria, autore del busto di Vittorio Alfieri nel cortile del palazzo omonimo e del conte Leonetto Ottolenghi.
Era nato a Tortona nel 1863 e mori’ ad Asti nel 1927.
Colpito dalla poliomielite a 11 mesi, era stato costretto a trascorrere i suoi giorni sulla carrozzella.
Si rivelo’ con il bassorielievo La Vergine e il Bambino Gesu’ all’Esposizione di Belle Arti di Roma nel 1890.
Successivamente fu premiato al concorso di Asti del 1894 per il busto del canonico Vassallo ora esposto nell’atrio del liceo classico Alfieri .
Nel 1906 si trasferi’ ad Asti, in una casa di corso Alfieri di fronte al Michelerio.
Vi stabili’ il suo studio, aiutato dalla moglie Nina e dalla figlia Elisa, con le committenze pubbliche e private, come quella della tomba Pelissero di Asti.
Le classi agiate, mirando a dar lustro alla propria casata, si rivolgevano a pittori e scultori ritrattisti in un’epoca in cui la fotografia era ancora privilegio di pochi.
Lamberto Goria e’ ricordato da una traversa di via Conte Verde, vicino all’Istituto salesiano.
(Giuseppe Crosa)
Lamberto Goria (Tortona 1863 - 1927) , studiò a Roma allievo dell’Allegretti; trattò la figura, il ritratto e i soggetti sacri, lasciando molte opere anche nei cimiteri di Tortona e Asti. A Tortona realizzò il ritratto del generale Passalacqua.
Note
Testamento di Lamberto Goria